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1998 SilvanoSbarbati

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...E' una specie di visione introversa, che si esprime con una concentrazione tutta speciale, con quello spostarsi nello spazio di cui Rosa Albino scrive come descrivendo un "animale speciale" lasciato libero nella città.
Ecco, questo tuo libro ne contiene molti altri. Una dopo l'altra, le fotografie introducono il lettore dentro gli universi scelti di volta in volta.
E si sente - talvolta meno, spesso più - la tensione fisica, la tensione di chi vuole stare dentro uno spazio e dentro un tempo con la forza "animale" di possederlo. Poi viene il momento della ri=produzione sul cartoncino. Lo sviluppo, la camera oscura, la delusione o la eccitazione di essere riusciti a "catturare" una preda.
Sono profondamente convinto che la fotografia come arte sia frutto di un serio abbandono all'inconscio. Animali da scatto. Nervosi quando si spostano sui territori, silenziosi, e straordinariamente sensibili ai mutamenti delle cose nel tempo in cui la luce le modella e le trasforma.

Nessuna fotografia è vuota. Le guardo e - quasi sempre - avverto quel leggero spostamento delle viscere che invita all'emozione.
E poi torno a guardare e i particolari non visti impongono la loro forza di mistero e di sorpresa e si percepisce anche la narrazione di emozioni intrecciate.
Ho trovato una città fatta di carne e di sangue anche nella ripresa architettonica. Insomma c'è una materia che si offre all'occhio come cosa viva - perchè è figlia dell'emozione primigenia dell'animale-autore.
Terrò cara questa materia, perchè l'hai fatta diventare anche mia.

Grazie Silvano Sbarbati

30.07.98





Ecco qua.
Le foto di Adriana Argalia sono a colori. La mia stampante del computer è in bianco e nero. Due versioni delle stesse immagini confermano come Adriana abbia la capacità di creare "mondi possibili".
Lei ci mostra una sua fotografia e tutte le volte succede un piccolo miracolo: l'occhio guarda e l'immaginazione si muove di conseguenza.
Forse Adriana Argalia funziona, quando fotografa, come un motore di ricerca.
Sposta i significati delle cose, allinea i colori, assembla le linee e tutto questo a vantaggio di un movimento che coinvolge la persona che guarda. Essere motore di questa ricerca è certo una funzione molto importante. Perchè questa ricerca in fondo è la ricerca del senso del mondo dentro cui viviamo.
In questa nostra epoca, il lavoro di Adriana Argalia ci serve a fermare la nostra attenzione sul presente del presente. Il tempo che ci riguarda di più, il nostro tempo.

Silvano Sbarbati

04/11/2005