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Scirocco n. 7/2004

Uomini e ombre

Magie dell'ignoto, figure insondabili, catturate a sorpresa dall'obiettivo di Adriana Argalia 

Ada Donati "Scirocco"


 

Adriana Argalia,

Scarpe da tennis, 1982

Uno scatto dell'obiettivo, il click istantaneo della macchina fotografica ed ecco che, con effetto quasi magico, cadono in trappola uniti in uno straordinario gemellaggio un angolo di realtà insieme alle ombre segrete che popolano l'Io più profondo. L'occhio mentale, quello fisico, quello dello strumento ottico generano un corto circuito che dà vita a questa nuova creatura, una fotografia che acquista quasi un valore mitologico, metà anima e metà cosa, in parte soggetto e in parte oggetto, realtà interna e realtà esterna. E' così che un mondo oggettivo, neutrale diventa una dimensione dello spirito, e che segni insignificanti o apocrifi diventano leggibili.
Chi osserva queste foto ha l'impressione di trovarsi di fronte a un testo reso accessibile attraverso una traduzione.
In effetti l'artista ne è interprete e traduttore, ne è l'animatore, lo libera dalla banalità quotidiana.
   

Adriana Argalia, In mare, 1985

 L'occhio mentale, quello fisico, quello dello strumento ottico generano un corto circuito che dà vita a questa nuova creatura, una fotografia che acquista quasi un valore mitologico, metà anima e metà cosa, in parte soggetto e in parte oggetto, realtà interna e realtà esterna

 
 

Adriana Argalia, Montesecco

Adriana Argalia, Stè, 1987


Occorre un'ottica visionaria per arricchire quella strumentale, ed è quanto Adriana Argalia riesce a fare gettando sulle cose "l'ombra lunga" di un'anima che avvertiamo inquieta, assediata.
La fotografia è l'arte dell'inganno, ma l'artista lo fa senza ingannare. Le sue trasfigurazioni non provengono da una manipolazione della realtà, da interventi esterni, ma da particolari angolazioni, focalizzazioni, incidenze di luce, intensificazioni condotte da una certa ora del giorno. La realtà è la stessa ma diversa, era conosciuta ma ci appare ignota. Attraverso queste immagini conosciamo un'artista che è anche un po' maga ed esorcista, incantatrice ed illusionista. Detto con una metafora, Adriana Argalia conduce il leone alle sbarre della gabbia, espone forze occulte e sgomentanti alla disciplina di una forma estetica e ad un ordine superiore.
   
 

Adriana Argalia, Diana 1994








Adriana Argalia, Letto

La fotografia è l'arte dell'inganno, ma l'artista lo fa senza ingannare. Le sue trasfigurazioni non provengono da una manipolazione della realtà, da interventi esterni, ma da particolari angolazioni, focalizzazioni, incidenze di luce, intensificazioni condotte da una certa ora del giorno

 


 

 

 

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