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A proposito della pubblicazione "Fluisce alla terra il cielo" 1999

 Adriana dimostra alcune cose di grande rilevanza.
Intanto il suo essere indipendente, libera da schemi, da stilemi, da incrostazioni che evidenziano subito che lei fa "clic" soltanto perchè un impulso interno glielo comanda.
Non la vedrei mai, credo, dietro a delle modelle che sfilano o a pubblicizzare qualche prodotto. Per lei fotografare è un'arte che ha bisogno, quotidianamente, di essere rinforzata da un'occhiata affettuosa data a vecchie mura, a panni che si gonfiano al vento, a visi di bimbi, a gabbiani immobili sulla battigia, che frullano le loro ali quasi a provare di volare. Lei non si allinea. Legge e osserva, la sua cultura le impone, da dentro, sempre nuove esperienze su vecchi canovacci, ammira grandi maestri ma non ha maestri. Carpisce segreti, forse, gira per vedere nuove forme, per dare nuove idee alle sue lenti ma poi, alla fine, recepisce quello che la sua mente "vuole" recepire.
E' schiva ma, soprattutto, libera. Crede alle sue possibilità e studia l'inquadratura solo perchè deve trarne, poi, la forma di un corpo, di un soggetto. Detesta un racconto, il tema caro a molti fotografi di questa terra di questa fine secolo, è per lei - magari - gioia per gli occhi ma non motore per il cuore.
Un giorno, andando ad intervistare Tonino Guerra, uno dei maggiori artisti, poeti, uomini di cinema del nostro secolo, per le due ore della chiacchierata Adriana non disse nulla. Parlò la sua macchina ed i clic che riecheggiavano in quella magnifica dimora di Pennabilli produssero immagini di rara potenza e bellezza psicologica. Tonino Guerra visto da una macchina di un fotografo di sensazioni, e di Guerra la nostra amica ha colto lo spirito di libertà che lo anima e lo ha fatto essere se stesso, sempre. Proprio come per Adriana, per la quale questo libro sarà un traguardo nella sua ricerca quotidiana, in giro per il mondo, città e per strade. Non importa dove, basta che abbiano un'anima.
                                                                                    Giovanni Filosa

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