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L'operazione estetica di Adriana Argalia compiuta attraverso il medium della fotografia ha soprattutto il pregio di mantenersi sempre in uno stadio di complessità insolubile che evita il rischio della frammentazione e ne impedisce una lettura risolta attraverso elementi analitici o una sua articolazione in figure particolari. Le foto, in altri termini, nonostante descrivano con le loro inquadrature dettagli di realtà, non possono essere colte isolatamente, come se fossero racconti di tanti sguardi diversi o di uno stesso sguardo che muta continuamente direzione e intensità, spinto da una ricerca che evita l'approdo finale. Al contrario esse fanno parte di un discorso unitario che non si dipana, che non si svolge, un discorso invece, in cui ogni segmento acquista senso e valore e possibilità di riconoscimento, proprio perchè intimamente legato a un prima e un poi. Accade così che le singole opere hanno la virtù di ricreare per noi l'intera produzione proprio perchè, se non altro, sono capaci nella loro singolare incompiutezza di evocarla. In altre parole, quella dell'Argalia è un'operazione simile ad un movimento musicale: è una sorta di sinfonia condotta attraverso i bianchi, i neri, i grigi che sono accostati per produrre una musica continua, con un tono riconoscibile che si rivela attraverso qualsiasi frammento dello sguardo fotografico, ma che non può esaurirsi in nessuno di essi. Allora viene di fatto, per lo spettatore, la possibilità di unificare quelle tracce, quei segni, quei fantasmi, quei reperti, quei documenti che il divenire storico e naturale ha disseminato nel mondo esterno e che l'Argalia sottrae alloblio e all'indifferenza, facendone stazioni di un unico percorso dove il tempo, più che lo spazio, assume il ruolo di grande protagonista. E' come se le forme e le immagini assieme alle loro ombre, e alle loro proiezioni luminose, fossero state carpite da un mondo fragile e duro dove vivono in uno stato di delicatissima palpitazione e fossero poi collocate e ricomposte nel mondo astratto, oggettivo e sentimentalmente ordinato, costruito dal cuore e dalla ragione di Adriana Argalia.

 

                                           Antonio Luccarini Assessore alla Cultura - Comune di Ancona

 

 

Mostra Adriana Argalia  Fotografie 1981- 2004

Mole Vanvitelliana 2004

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